VISITA GUIDATA  a COMO
 DUOMO - S. FEDELE - S. ABBONDIO

 

 

SABATO 18 febbraio 2012   Ore 14,00 

 ritrovo in piazza Duomo

 

 

 

DUOMO e  BROLETTO                                 SAN FEDELE                             SANT’ ABBONDIO

 

POSTI DISPONIBILI 25

 COSTO  € 10,00

 

Apertura iscrizioni  10 gennaio 2012

 

Si potrà raggiungere Como:

-          con mezzi propri

-           o   con treni FNM          partenza da Tradate12,41

-          e cambio a Saronno coincidenza  per Como 13,04

 

 

 

Il Duomo di Como è l'ultima delle cattedrali gotiche costruite in Lombardia: fu iniziato nel 1396, dieci anni dopo  la fondazione del duomo di Milano.  Nei tre secoli e mezzo occorsi per il suo definitivo compimento si affermarono vari stili benchè quello dominante rimanga l'originario, cioè il tardo gotico-rinascimentale.   Il progetto iniziale (1396) si deve a Lorenzo degli Spazzi di Laino d'Intelvi, ma esso venne poi in parte modificato da Pietro di Breggio (Como) e da altri successivi artisti.  L'interno del Duomo di Como è diviso in tre navate da dieci pilastri cruciformi con archi ogivali di ampiezza diversa e volte a crociera. Dello scultore Tommaso Rodari di Moriggia sono le due statue di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane poste ai lati del portale. Provenienti dalla distrutta basilica di S.Maria Maggiore.   Fra le molte opere d'arte che adornano l'interno accenniamo agli arazzi cinquecenteschi, alle insigne pitture di Gauedenzio Ferrari, di Bernardino Luini, del Morazzone (sec. XVI-XVII), agli affreschi della sacrestia (prima metà del XVII sec.).  Il Duomo di Como è lungo 87 metri , le navate, comprese le cappelle maggiori sono larghe 36 e 58 metri, la cupola è alta 75 metri e la guglia della facciata è a 45 metri dal selciato della piazza.   La cupola fu progettata da Filippo Juvara (1687-1736) , architetto del re di Sardegna. Le vetrate, ottocentesche, sono state realizzate su disegno di Giuseppe e Pompeo Bertini

 

La Basilica di San Fedele in Como si trova nel centro della città ed è dedicata a san Fedele martire. Deriva da una precedente chiesa paleocristiana risalente al VII secolo dedicata a Santa Eufemia. Importante opera del romanico lombardo è il coro, ispirato alla Cappella Palatina di Aquisgrana, con un'importante decorazione scultorea dei Magistri cumacini con figure zoomorfe, mostri, grifoni, ecc. Di sviluppo romanico è l'originale impianto a tre navate irregolari innestate su un impianto centrale, pure irregolare per la minor dimensione dell'abside principale rispetto alle due del transetto, percorse da ambulacri coperti dai matronei. Posteriore è la volta a botte sulla navata centrale con ossatura ad archi-timpano. I restauri di Antonio Giussani hanno alterato la facciata (1914) e il campanile (1905). Reimpieghi di pezzi romani sono sopra il portale posteriore scolpito in età romanica e nel capitello adattato ad acquasantiera dell'ambulacro nord su leone stiloforo.

La Basilica di Sant'Abbondio. Venne edificata sul luogo di una preesistente chiesa paleocristiana intitolata ai santi apostoli Pietro e Paolo, costruita da Amanzio, morto nel 448, terzo vescovo di Como dopo Felice e Provino e predecessore di Abbondio, attuale patrono della Diocesi di Como.
Da un viaggio a Roma, Amanzio riportò alcune reliquie degli apostoli Pietro e Paolo e per esse fece edificare una nuova chiesa, 1000 metri circa fuori le mura, oltre il fiume Cosia, lungo la Via Regina.  La basilica fu dedicata a Sant'Abbondio ed elevata a cattedrale nell'818. Servì da sede della cattedra vescovile sino al 1013 quando il vescovo Alberico, già cancelliere dell'imperatore Enrico II, la trasferì all'interno delle mura. L'edificio venne, quindi, affidato ai monaci benedettini, i quali, fra il 1050 ed il 1095, riedificarono la chiesa in stile romanico. Il 3 giugno 1095 la nuova basilica fu consacrata da papa Urbano II.  La basilica presenta cinque navate assai slanciate. A sviluppare il senso di altezza e verticalità contribuiscono anche due notevoli campanili gemelli posti nella zona absidale, soluzione piuttosto comune nella zona renana, ma eccezionale in Italia. La prossimità della città alle vallate alpine - importanti vie di comunicazione con l'Oltralpe - ha garantito una reciproca influenza del romanico espresso al di qua e al di là delle Alpi: allo stesso modo si spiega il forte verticalismo dell'interno della basilica, che dimostra, peraltro, la vitalità - ancora agli inizi del II millennio - della tradizione tardo-antica (soprattutto nella facciata, in cui tanto i contrafforti quanto delle tozze semicolonne evidenziano la partizione interna delle navate). La chiesa ospita poi bassorilievi romanici e una serie completa di affreschi della metà del Trecento. Sotto l'altare maggiore si conservano le reliquie del patrono.  Le strutture della basilica paleocristiana, scoperte durante i lavori di restauro avviati nel 1863, sono ancor oggi segnate nel pavimento della chiesa con lastre di marmo scuro, mentre in corrispondenza delle antiche aperture è posto del marmo chiaro.