MARTEDI’ 20 MARZO 2012
VISITE GUIDATE allo Stabilimento DANONE
e
SONCINO
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Stabilimento
DANONE a Vidolasco Casale CREMASCO
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SONCINO
Programma:
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Partenza da Tradate ore 7,15.
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Arrivo a Vidolasco stabilimento Danone ore
9,45
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Espletamento formalità e inizio visita stabilimento ore 10
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Terminata la visita , trasferimento a
SONCINO .
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Tempo libero per pranzo
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Inizio visita guidata a Soncino ,Museo della stampa . rocca
Sforzesca e centro storico medioevale ore 14,30.
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Partenza per rientro a Tradate ore 17,30.
POSTI DISPONIBILI MASSIMI 45 .
COSTO € 20,00 ( VENTI )
Apertura
iscrizioni dal 1 febbraio 2012
L’Istituto
Danone e i centri di ricerca
Questa organizzazione innovativa ha tre scopi:
migliorare i prodotti esistenti, ottimizzare i processi di produzione e
sviluppare nuovi prodotti. Oggi, Danone è impegnata in una serie di programmi
di ricerca dedicati allo studio della flora intestinale, della sua interazione
con l’organismo e del ruolo dei probiotici.. Nel 2002 il Centro Internazionale
di Ricerca Daniel Carasso viene rinominato Danone Research e trasferito
a Palaiseau,
a sud di Parigi. La struttura diventa il cuore del programma del Gruppo Ricerca
e Sviluppo al servizio delle consociate Danone di tutto il mondo.
Dal 2007 annovera tra i propri poli anche il centro di
ricerca specializzata di Wageningen (Olanda), che si occupa dello sviluppo dei concept di nuovi
prodotti relativi alla nutrizione infantile e clinica.
Nel 1991 i primi tre Istituti Danone vengono aperti
contemporaneamente a Parigi, Milano e Bruxelles, con tre obiettivi: promuovere
la ricerca per approfondire le conoscenze, fornire le basi per un lavoro
congiunto di esperti nel campo della nutrizione e della salute e sensibilizzare
l’opinione pubblica e la classe medica sull’importanza di una dieta salutare.
Oggi gli Istituti Danone in tutto il mondo sono 18.
SONCINO
Il borgo di Soncino sorge al centro della pianura
lombarda, sulla sponda destra del fiume Oglio che lo separa dalla vicina
Provincia di Brescia. Proprio questa sua posizione strategia ne ha sempre fatto
un ambito oggetto di conquista da parte delle potenze allora dominanti: la
Repubblica Serenissima di Venezia ed il Ducato di Milano. Già intorno all'anno
Mille, il borgo venne fortificato, ma è verso la fine del XV secolo che trova
la sua più forte connotazione. Sicuramente anche il luogo dove sorge Soncino
doveva essere, un tempo, ricco di acque e fitti boschi, oltre a paludi estese
che nei documenti altomedievali venivano indicate con il nome di Lago Martino.
Nel 1892, presso le cascine Grandoffie, venne ritrovato un ripostiglio
risalente all'età del bronzo, attualmente conservato al Civico Museo
Archeologico presso il Castello Sforzesco di Milano. Altri ritrovamenti
sporadici si sono avuti nella località di Gallignano, attestanti la contiguità
di un insediamento. Gallignano dovette, in epoca romana, essere un centro di
una discreta importanza, soprattutto in considerazione del fatto che era
presente un'efficiente manifattura di laterizi appartenente alla Famiglia dei
Varii, che sfruttava i banchi argillosi del fiume. Le scarse tracce di
centuriazione del territorio, a differenza della vicina regione del Cremonese,
testimoniano che Soncino era incardinata nell'Agro Bergomense. La sua posizione
a guado dell'Oglio ne faceva un'importante stazione lungo la strada che da Laus
Pompeia (l'attuale Lodi Vecchio) conduceva a Brixia (Brescia), mentre nell'alto
medioevo si andava affermando anche l'attraversamento in verticale costituito
dall'asta Cremona - Bergamo. Così il guado sul fiume divenne un nodo importante
per il controllo del territorio circostante e da questa posizione dipenderanno
le successive vicende che interesseranno Soncino. Secondo il maggior storico
dei Longobardi, Paolo Diacono, a Soncino vi trovò rifugio Anselmo, Vescovo di
Cremona, dopo la distruzione della sua città da parte del sovrano Agilulfo,
avvenuta nel 603 (vedere Ricengo e Cremona). Secondo fonti religiose
dell'epoca, nel 825 uno dei quattro amministratori della Pieve di Soncino venne
nominato arciprete con concessione alla chiesa del titolo di collegiata. Le incursioni
ungariche del X secolo accelerarono il processo di fortificazione di Soncino,
facendole assumere l'aspetto di fortezza che oggi conosciamo. il 18 giugno del
1118 il Comune di Cremona acquistò il castello, la curia e la corte di Soncino
dai Conti di Bergamo, con o scopo di farne il baluardo difensivo sul confine
settentrionale del suo territorio. Secondo la tradizione, la prima torre,
antico nucleo del Palazzo Comunale, venne eretta nel 1128. Le lotte tra i
comuni lombardi prima, e poi tra questi contro l'Impero, poi, non coinvolsero
il borgo; in tal modo Soncino poté porre le basi per un'organizzazione politica
ed economica che nel corso del secolo successivo darà i suoi risultati durante
la lunga signoria di Buoso Da Dovara, e che culminerà nei due episodi della
conquista della vicina fortezza di Orzinuovi e della cattura di Ezzelino da
Romano, incarcerato nel 1259 nella torre di Soncino. Il Dovara, durante il
periodo del suo dominio, promosse un'addizione urbana che comportò
l'inglobamento dei borghi, prima sparsi, l'edificazione delle nuove mura
urbiche, terminata nel 1247, e la costruzione del Palazzo del Podestà nel 1264.
Nel XIV secolo i soncinesi tentarono più volte di acquistare maggior autonomia
dall'egemonia cremonese. All'uopo si ricorda l'insurrezione popolare del 1306
contro i nobili ed il podestà cremonesi residenti nel borgo, tant'é che nel
1311 l'imperatore Arrigo VII dichiarò Soncino soggetto direttamente all'Impero.
Con la signoria viscontea, le ambizioni autonomistiche dei soncinesi si
placarono, grazie anche ad un'abile ed accorta politica filoimperiale, Azzone
Visconti riuscì a garantirsi il controllo assoluto di Soncino. Da allora il
borgo divenne il principale presidio sul confine nord-orientale, spesso conteso
ed occupato dalla vicina Repubblica Veneziana. Con il ristabilirsi della
signoria sforzesca, avvenuta nel 1450, Soncino passa stabilmente al Ducato di
Milano, assicurandosi così un periodo di pace e prosperità. L'attività
industriale divenne florida: vi fiorì la manifattura ed il commercio dei
pannilana, venne istituito il Collegio dei Notai e vi venne aperto pure un
Banco di Pegni con la chiamata degli Ebrei dalla vicina Orzinuovi. Questa
situazione di privilegio è confermata con lo status di "Terra
separata" che la rende direttamente soggetta alla Camera Ducale. Soncino,
in questo periodo, è retto da un Consiglio Generale composto da cento
consiglieri, eletti in numero di venticinque per porta, guidati da un podestà.
Inoltre l'importanza di Soncino impone in esso la presenza di un referendario
ducale per gli affari politici e di un castellano che possa garantire, con la
sua guarnigione, la difesa della fortezza. La nuova cerchia muraria, iniziata
già dai Veneziani, venne portata a termine nel 1453 dai duchi di Milano, mentre
la nuova rocca venne iniziata nel 1473. Nonostante le ingenti spese sostenute
dal Ducato per fare di Soncino una formidabile fortezza, il borgo capitolerà,
unitamente al Ducato, nel 1499. Occupato dai Veneziani, dopo un decennio di
pacifico governo della Serenissima, Soncino passerà ai Francesi nel 1509, in
seguito alla battaglia di Agnadello. Dopo tre anni la Lega Santa creata da Papa
Giulio II, respingerà i Francesi e riconsegnerà il Ducato Sforzesco a
Massimiliano Sforza, figlio primogenito di Lodovico detto il Moro. La vittoria
di Marignano del 1515 da parte di Francesco I di Francia sulle truppe svizzere
al soldo dei duchi milanesi,comporterà nuovamente il passaggio del Ducato, e
quindi di Soncino, ai Francesi. Ill 1525, con la battaglia di Pavia e la successiva
prigionia di Francesco I nel torrione di Pizzighettone, vedrà il declino della
politica espansionista francese in Italia a vantaggio dell'Impero prima e della
monarchia spagnola poi. Buona parte dei preparativi attuati da Francesco II
Sforza, fratello di Massimiliano, avvennero a Soncino, dove il Duca aveva preso
dimora presso i frati di S. Maria delle Grazie. Purtroppo la sua reintegrazione
al titolo ducale, avvenuta nel 1529, fu soltanto un episodio effimero e con la
morte dell'ultimo Sforza, avvenuta nel 1535, segnerà la definitiva scomparsa
del Ducato Milanese, che verrà poi inglobato nell'Impero.Nonostante
l'instabilità politica di quegli anni, Soncino vide la nascita di quel
grandioso complesso artistico che è la chiesa di S. Maria delle Grazie.
Costruita a partire dal 1501, venne terminata nel 1530 con lo straordinario
complesso pittorico che ancor'oggi l'adorna, voluta dallo stesso Duca come
grandioso ex-voto alla Vergine. Negli stessi anni opera anche la beata Stefana
Quinzani, mistica di alto profilo morale e subito venerata dal suo popolo. Con
il diploma imperiale del 5 nevembre del 1536, Carlo V, quale successore al
Ducato milanese, infeuda Soncino a Massimiliano Stampa, già consigliere
dell'ultimo Sforza e castellano di Milano. Gli Stampa resteranno marchesi di
Soncino sino al 1876, nonostante i ripetuti tentativi del Consiglio Generale di
liberarsi dal giogo feudale. Il lungo periodo di tranquillità che seguì procurò
al borgo una certa prosperità economica, grazie al fiorire di manifatture e
traffici commerciali. Nonostante ciò, il borgo rimase tagliato fuori dalla
storia. Il conte di Fuentes vi istituì un presidio per contrastare il
brigantaggio ed approntò un progetto di ammodernamento delle mura che però non
venne realizzato. _file/image009.gif)